Vitamina D – La vitamina della salute

Vitamina D – Dove si trova e come si assume la vitamina della salute

Riguardo l’assunzione di vitamina D attraverso gli alimenti, bisogna sapere che pochi di essi contengono quantità apprezzabili di vitamina D, fondamentale per mantenersi in salute.

Un alimento particolarmente ricco è l’olio di fegato di merluzzo. Anche i pesci grassi (come il salmone e le aringhe), le uova, il fegato e le verdure verdi sono ricchi di vitamina D3.

La maggior parte degli alimenti costituisce, quindi, una fonte trascurabile di vitamina D poiché forniscono, al massimo, il 10% del fabbisogno giornaliero, tranne che in alcune popolazioni del Nord Europa nelle quali i pesci grassi, l’olio e le uova di pesce rappresentano la fonte di sostentamento principale.Vitamina D

La vitamina D può essere assunta attraverso gli alimenti oppure sintetizzata a livello cutaneo mediante l’esposizione al sole

Riguardo la sintesi di vitamina D attraverso la cute, l’esposizione al sole fornisce circa il 90% del fabbisogno giornaliero; l’esposizione alla luce solare per 5-15 minuti (tra le ore 10:00 e le ore 15:00) durante la primavera, l’estate e l’autunno, garantisce alle persone di pelle bianca adeguati livelli di tale vitamina della salute. È stato calcolato, infatti, che l’esposizione al sole per 20 minuti, in estate, produce da 15.000 a 20.000 Ul di vitamina D3. Le persone di pelle scura necessitano di una esposizione da 5 a 10 volte più lunga [1].

Un’errata esposizione al sole produce poca vitamina D

In realtà molti fattori possono influenzare l’efficacia delle radiazioni solari oltre la pigmentazione cutanea: la latitudine, il momento della giornata e la stagione dell’anno in cui ci si espone al sole, l’inquinamento atmosferico, la percentuale di cute esposta, il tipo di vestito e l’utilizzo di filtri solari. Particolarmente importante è la latitudine; a latitudine superiore a 37 gradi di latitudine nord o al di sotto di 37 gradi a sud dell’equatore, tranne che durante i mesi estivi, l’esposizione al sole produce poca o nessuna vitamina D [2].

In Italia, prendendo come riferimento geografico la città di Pisa (43°N), è stato calcolato che la sola esposizione solare non consente una sintesi sufficiente di vitamina D già a partire dai mesi autunnali e per tutto l’inverno fino alla primavera inoltrata [3].

Per la propria salute si raccomanda quindi di esporre per 5-30 minuti le braccia e le gambe almeno due volte alla settimana nell’orario compreso fra le ore 10:00 e le ore 15:00, in primavera, estate e autunno [4].

Note e fonti:
[1] “Hypovitaminosis D Among Healthy Children in the United States. A Review of the Current Evidence”, di Alisha J. Rovner e Kimberly O. O’Brien, Arch Pediatr Adolesc Med. 2008;162(6):513-519
[2] Arabi, A. et al. Nat. Rev. Endocrinol 2010;6, 550-561
[3] “Il rachitismo carenziale”, di Giuseppe Saggese e Francesco Vierucci, UO Pediatria II, Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, Ospedale Santa Chiara, Pisa
[4] “Vitamin D Deficiency“, di Michael F. Holick, M.D. N Engl J Med 2007; 357:266-281

Nico Forconi – ControInformo

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