Armi chimiche nello Yemen dietro la morte di Khashoggi?

Armi chimiche – Jamal Khashoggi era in procinto di rivelarne l’utilizzo in Yemen?

Qualche giorno fa, sono iniziate a circolare voci in cui si ipotizzava che la morte di Jamal Khashoggi, scrittore e giornalista saudita ucciso il 2 Ottobre scorso all’interno del consolato saudita di Istanbul, fosse da attribuire ad un complotto ordito da CIA e Governo Saudita i quali temevano che il giornalista avrebbe rivelato segreti sull’11 Settembre 2001.

La storia dei “documenti segreti” riguardanti l’11 Settembre 2001 che ogni tanto torna a farsi viva, sembra la classica cover up governativa realizzata ad hoc per distogliere l’attenzione dai reali esecutori degli attentati. Il mainstream tutto cavalca, come sempre accade in questi casi, l’onda di una notizia che, oltre ad allontanare dalla verità, se dimostrata, non porterebbe a nulla di nuovo, dato che, sull’argomento, nel 2004, Michael Moore ha realizzato il suo documentario “Fahrenheit 9/11”, vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes.

Dall’11 Settembre 2001 alle armi chimiche usate in Yemen

Siamo più propensi a ritenere fondata, quindi, la notizia riportata dal giornale britannico Daily Express, secondo la quale Jamal Khashoggi sarebbe stato in procinto di ottenere prove documentali sull’utilizzo di armi chimiche nello Yemen da parte dell’Arabia Saudita.
Armi chimiche

Cosa succederebbe se venisse provato l’utilizzo di armi chimiche in Yemen

Se venisse mai provato l’utilizzo di armi chimiche da parte dell’Arabia Saudita, gli Stati Uniti sarebbero costretti a togliere il loro sostegno a Riad nella guerra yemenita, indebolendo il fronte anti-Teheran.

Se venisse mai provato l’utilizzo di armi chimiche da parte dell’Arabia Saudita, si getterebbero ombre sulla politica americana riguardo la Siria, dove il presunto utilizzo delle armi chimiche da parte di Damasco suscitò un’indignazione tale da innescare bombardamenti “punitivi”.

Se venisse mai provato l’utilizzo di armi chimiche da parte dell’Arabia Saudita ma Riad non dovesse subire la stessa sorte patita da Damasco, poiché forte dei suoi stretti legami con Washington, diventerebbe palese, anche agli occhi dell’opinione pubblica, la totale strumentalità di quell’indignazione e di quei bombardamenti.

Nico Forconi – ControInformo

Riproduzione consentita purché l'articolo non sia modificato in nessuna parte, indicando Autore e link attivo al sito.

Precedente Charlie Hebdo attack - Le Nouvel Observateur Expose Successivo Tap Puglia - Bloccati i mezzi della multinazionale